venerdì 24 febbraio 2012

Gambizzare Internet - parte 2

                                                                     USA

Negli Stati Uniti la regolamentazione di Internet ha visto grandi dibattiti sulla difesa del copyright.
L'atto più noto tentato dal governo americano è stato il SOPA (Stop Online Piracy Act), che in buona sostanza è una riscrittura del precedente PIPA (Protect Internet PAct).
La SOPA, venuta alla luce il 26/11/2011, è stata ritirata alla fine di Gennaio 2012 in seguito alle clamorose proteste che hanno visto schierati, tra gli altri, gli Anonymous ( il più celebre gruppo hacker), Wikipedia (che ha bloccato il servizio per 24 ore) e, anche se un po' tardi, Mark Zuckerberg. Venti senatori prima favorevoli hanno fatto marcia indietro.


Cosa prevedeva la SOPA?

1_Fino a 5 anni per aver postato un link a qualcosa coperto da copyright
2_Mentre l'atto vigente, il DMCA (Digital Millenium Copyright Act), fa solo rimuovere il contenuto, con la SOPA scattava in automatico la causa legale.
3_Tutti i siti che fanno scaricare contenuti agli utenti si assumono la responsabilità di ciò che viene scaricato.
4_Vietano l'uso di software per l'anonimato, che viene tra l'altro necessariamente usato da dissidenti politici e attivisti.
5_I siti sotto accusa non ricevono più soldi e sono cancellati dal motore di ricerca.

Se finora le proteste sembrano aver bloccato le manovre censorie e ricattatorie (nei confronti di tutti gli operatori del web) del governo americano, purtroppo è anche vero che la storia non finisce qui.
Le pressioni (e intendo interessi economici fortissimi) che stanno alle spalle di questi atti continuano, prendendo la forma di un accordo internazionale: l'ACTA.


(M.L.)

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