sabato 17 marzo 2012

La storia è fatta per essere cambiata.

E' proprio questo il titolo sotto il quale si aprirà il Congresso nazionale dei Giovani Democratici che si svolgerà da venerdì a domenica prossima a Siena.

La tappa di Siena è solo la fine di un lungo percorso che ha portato alla rielezione dei nostri segretari in ogni livello territoriale.
La nostra regione aveva già avviato la fase congressuale dallo scorso autunno a seguito dell'elezione a consigliere comunale del segretario regionale uscente Gatticchi che è coinciso con la scadenza del suo mandato da segretario.
A sostituire Gatticchi, con convergenza unanime è stato eletto Giovanni Rubini a capo della struttura regionale. Invece per quanto riguarda il livello provinciale è stato nominato segretario il giovane eugubino Diego Pierotti, mentre nel nostro circolo è stato eletto Luca Marinacci come segretario.

Il congresso nazionale avrà fra i delegati anche un pezzo del nostro territorio, infatti proprio il nostro segretario insieme ad altri 11 umbri farà parte della delegazione umbra a Siena.

Per ora i risultati dei congressi territoriali parlano chiaro, la tesi "Il futuro che ci interessa" il cui primo firmatario è il segretario uscente Fausto Raciti ha ottenuto con maggioranze pressoché bulgare la meglio sull'altra tesi "Democrazia al futuro - tesi alternativa" il cui primo firmatario è Brando Benifei.

Quello che è certo è che mentre in Italia si sta discutendo di disaffezione alla politica, di mancanza di proposte credibili, di inutilità della politica c'è un gruppo di giovani che sceglie di discutere e battersi per il proprio futuro mettendo al centro della loro discussione importanti temi come: Europa, Lavoro, Conoscenza, Cittadinanza.

Intorno a questi temi pensiamo che si possa costruire una nuova generazione democratica, che sappia incidere su un partito che senza di noi molto probabilmente non sarebbe lo stesso che è ora.
Perché spetta a noi scrivere il nostro futuro, perché La storia è fatta per essere cambiata.



vai allo speciale "Congresso 2012"









lunedì 12 marzo 2012

Inizia il World Water Forum di Marsiglia e vengono subito violati i diritti basici della stampa libera e della libera manifestazione.


Attivisti e giornalisti vengono malmenati e trattenuti senza alcuna giustificazione, mentre il FAME - Forum Alternativo di Marsiglia, è alle porte e il 14 marzo darà inizio a seminari ed incontri con i maggiori rappresentanti della lotta contro la sete e per l'acqua pubblica del pianeta.

Dal 14marzo il Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua darà inizio ai lavori che hanno già convogliato oltre 2000 attivisti ed esperti di associazioni ed organizzazioni da ogni parte del mondo. In un clima pesante, risultato dell'evidente imbarazzo di un forum ufficiale - il sesto WWF - che ormai deve giocare a carte scoperte e che ha visto nello spiegamento massiccio di forze militare nella città di Marsiglia, la dimostrazione di una forza muscolare atta ad intimidire giornalisti liberi ed attivisti partecipanti al FAME.
Durante la prima giornata di lavori del World Water Forum di Marsiglia alcuni attivisti italiani sono stati circondati dalla polizia, che li ha trattenuti bloccati nei pressi dell’entrata del forum ufficiale. Almeno una decina di persone, tra cui anche Caterina Amicucci (CRBM) e Marek Rembowski (Amisnet) sono stati fermati e portati al commissariato Eveché.
Nel frattempo un gruppo di giornalisti free lancer internazionali, fra cui la giornalista italiana Francesca Caprini ed Enzo Vitalesta, tutti regolarmente accreditati nella “press” del WWF, venivano malmenati e trattenuti inopinatamente per ore per il solo motivo di aver assistito ad una manifestazione spontanea di alcuni attivisti francesi, a pochi isolati dai padiglioni del Sesto Forum Mondiale dell'Acqua. Solo dopo l'intervento di colleghi francesi sono stati rilasciati senza ricevere spiegazioni in merito a quanto accaduto e dopo ore passate al sole seduti per terra senza riceveder nè acqua nè accesso a servizi. Fra gli attivisti francesi, alcune ragazze in sedia a rotelle. 
Il World Water Forum è promosso dal Consiglio Mondiale dell'Acqua, che comprende le multinazionali dell'acqua e la Banca Mondiale. Ogni tre anni questo organismo privato si riunisce in grandi Forum per presentare a governi ed imporre ai mercati, l'acqua come bene economico.  La presenza di numerosi attivisti delle reti mondiali pro acqua pubblica è dovuta allo svolgimento del Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua (dal 14 al 17 marzo), organizzato dai movimenti internazionali che si oppongono alla definizione dell'acqua come merce e difendono invece la sua sacralità ed il diritto inalienabile di tutti di potervi accedere.  Dodici saranno le sessioni seminariali, workshop, conferenze, film, mostre, spettacoli di strada, spazi espostivi per parlare di acqua, ma non solo, anche di cibo, energia e cambiamenti climatici, temi strettamente connessi all'acqua.
Anche il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua si è mobilitato per richiedere l'immediato rilascio degli attivisti e dei free lancer bloccati dalla polizia e ritiene che le azioni intraprese questa mattina dalle forze dell’ordine rappresentino un gravissimo atto intimidatorio pensato per scoraggiare la partecipazione al Forum Alternativo.
guarda le foto del fermo dei giornalisti: 
IL FAME
Dal 14 al 17 marzo a Marsiglia, centinaia di attivisti, organizzazioni, enti locali, per difendere l'acqua e costruire un modello alternativo di politiche sociali ed economiche attorno ai beni comuni e alla loro gestione partecipata e democratica.
Yaku organizza e partecipera al seminario: Acqua Patrimonio della terra e bene comune: difesa degli ecosistemi e del ciclo integrale dell’acqua”, il 15marzo dalle 13.00 alle 15.00 al Doks dou Sours: http://www.yaku.eu/primapagina_articolo.asp?id=1983

Il Forum Mondiale Alternativo di Marsiglia si oppone al Forum dell'Acqua, il triennale summitorganizzato dal Consiglio mondiale dell'acqua, organo rappresentativo delle imprese multinazionali e della Banca mondiale. Vi partecipano premier, ministri e rappresentanti di circa 150 Paesi, insieme ad organizzazioni internazionali come Fao e Unesco.
La finalità del Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua (FAME) è contrastare la trasformazione dell’acqua in merce, strategia da tempo perseguita da organismi sovranazionali come il WTO (World Trade Organization), la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale che da tempo legano la concessione dei prestiti alla deregulation e alla privatizzazione dei servizi, tra cui anche la fornitura dell'acqua.

La “guerra per l’oro blu” è purtroppo uno scenario sempre più probabile. L’acqua abbonda sulla terra, ma il 98% è salata; il 2% è acqua dolce e solo lo 0,02% del totale è utilizzabile dall’uomo. Ma l’acqua è mal distribuita. Una persona su otto non ha ancora accesso all’acqua e, ogni anno, oltre un milione e mezzo di bambini sotto i 5 anni muore per la sua carenza. Nei Paesi in via di sviluppo insomma, l’acqua è un privilegio, raramente viene depurata ed è anche veicolo di malattie. 
Yaku parteciperà al seminario: Acqua Patrimonio della terra e bene comune: difesa degli ecosistemi e del ciclo integrale dell’acqua”, il 15marzo dalle 13.00 alle 15.00 al Doks dou Sours.

venerdì 9 marzo 2012

ACTA: brevetti & multinazionali

Come ho scritto nel precedente post, ACTA tratta anche di contraffazione in tema di farmaci e semi per colture.
Entrano qui in gioco lo strapotere delle multinazionali e il loro effettivo controllo sui suddetti prodotti che in alcuni Paesi significano la vita o la morte.
                                   
Per capire occorre sapere che:
Le compagnie (in genere multinazionali) che creano un farmaco ne detengono la proprietà per 20-25 anni. Scaduta questa, il prodotto è senza protezione brevettuale e viene liberalizzato. Si parla allora di farmaci generici.
L'alto tasso di concorrenza abbassa il costo del prodotto, spingendo le aziende a vendere nuovi prodotti che rendano obsoleti i precedenti (una sana concorrenza liberale che in teoria farebbe il bene del consumatore!).


I semi per colture (ahimè, che mondo infame), incorrono in dinamiche simili...

                                                         BREVETTI
La sezione 3 di ACTA riguarda lo scambio illegale di prodotti oltre i confini. Consente alle dogane di sequestrare i beni sospetti di violazione di brevetto, anche mentre essi sono in transito in un paese terzo.
Perciò rischia (la paura è questa), di aumentare i rischi di perquisizioni, sequestri e azioni legali ed esecutive preventive, ma magari errate; nuocerebbe al flusso di farmaci generici nei paesi più poveri, "costringendoli" ad affidarsi ai farmaci (e semi) delle grandi compagnie.


Precisazioni...
Andando a rivedere il video dei protestanti forse ora sono più chiare le imprecisioni, che non tengono conto, tra l'altro, di rettificazioni e parti poi tagliate dell'accordo.
Anche la paura del controllo da parte degli ISP (provider), è esagerata, attualmente: ACTA chiede solo uno sforzo collaborativo del commercio internazionale contro le violazioni. Il che è effettivamente necessario, dopo la globalizzazione.  Ma il modo in cui viene affrontato non lascia ben sperare.
Le disposizioni in merito sono opzionali: non si richiede agli ISP il controllo di violazioni di diritti d'autore nei loro server. Seppure induce ad andare in quella direzione.
E' un fatto che ACTA sia stata negoziata in segretezza e se divenisse legge internazionale creerebbe un precedente per futuri trattati che eviterebbero trasparenza e responsabilità democratica.
Non preserva inoltre meccanismi come il "FAIR USE" (clausola legislativa che "stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l'incorporazione di materiale protetto da copyright nell'opera di un altro autore, sotto alcune condizioni" --- Wikipedia) e l'immunità degli intermediari che proteggono la libertà intellettuale.
Alcuni denunciano poi che creerà un sistema di adempimenti nuovi, tale che sarà molto difficile tornare indietro una volta messi in pratica.

(M.L.)

Gambizzare Internet - parte 3

                                                          MONDO

A livello internazionale, la posizione quasi unanime del mondo "occidentale" (potete vedere quali Paesi su Wikipedia) in materia è espressa dall'ACTA (Anti-Counterfeiting-Trade-Agreement). E qui non si parla più solo di Internet.

Cos'è l'ACTA?
Siglata in forma preliminare a Tokio il 26/01/2012, dovrà essere ratificata a Giugno dall'Europarlamento.
Nasce come trattativa fra Stati di tutto il mondo con l'intenzione di perfezionare l'accordo TRIPS già promosso dal WTO (la beneamata World-Trade-Organisation); il TRIPS stabiliva norme interne comuni minime su copyrights, brevetti, marchi, ecc... ed è questo ciò di cui tratta ACTA: contraffazione e pirateria informatica.

Proteste
Sono nate proteste già nel 2010 che unanimemente, dai diversi fronti, sostengono le tesi presentate in questo bel video:
http://www.youtube.com/watch?v=citzRjwk-sQ

Ci sono imprecisioni e sommarietà nei fatti esposti, ma la causa è giusta e val la pena essere tosti e cattivi, a mio parere (chiarirò meglio andando avanti).
In ogni caso, che sia per le proteste (gli attacchi di Anonymous, manifestazioni e una petizione che secondo Avaaz ha raccolto 2,4 milioni di firme) o per altro, fatto sta che alcuni paesi, tra cui la Germania, sembrino ora tentennare e l'UE si è rivolta alla Commissione di giustizia per avere un orientamento positivo e legittimarsi.

Scendendo nello specifico...
L'accordo, che si interessa di Internet, brevetti di farmaci e semi, ha subito palesemente le pressioni da parte delle multinazionali sono evidenti.
Qui tratterò solo di Internet, lascio al prossimo un approfondimento su farmaci e semi.

                                                            INTERNET
ACTA non cambia le leggi europee riguardo le responsabilità dei provider, ma permette ingiunzioni anche sulla base di sospetti e verso terze parti in qualche modo collegate (le quali, logicamente, potrebbero esserne ignare!)----responsabilità a chi dà accesso alla rete (Telecom, Vodafone, ecc...)---e il "three strikes", la disconnessione alla terza violazione.
Potrebbe così imporsi una cultura del sospetto verso gli internauti e spingere a un monitoraggio sempre maggiore (e le informazioni andrebbero all'asta, stile Google e Facebook).

Un'eccesso di monitoraggio, "semplicemente"?
Sicuramente un abuso, ma non solo.
Forse oggi si parla solo di soldi, ma a mio avviso, in un ipotetico domani, potrebbe trattarsi anche di controllo politico (e non sarebbe così stupefacente). La storia insegna a non dare nulla per scontato, neanche la democrazia.


(M.L.)