venerdì 9 marzo 2012

Gambizzare Internet - parte 3

                                                          MONDO

A livello internazionale, la posizione quasi unanime del mondo "occidentale" (potete vedere quali Paesi su Wikipedia) in materia è espressa dall'ACTA (Anti-Counterfeiting-Trade-Agreement). E qui non si parla più solo di Internet.

Cos'è l'ACTA?
Siglata in forma preliminare a Tokio il 26/01/2012, dovrà essere ratificata a Giugno dall'Europarlamento.
Nasce come trattativa fra Stati di tutto il mondo con l'intenzione di perfezionare l'accordo TRIPS già promosso dal WTO (la beneamata World-Trade-Organisation); il TRIPS stabiliva norme interne comuni minime su copyrights, brevetti, marchi, ecc... ed è questo ciò di cui tratta ACTA: contraffazione e pirateria informatica.

Proteste
Sono nate proteste già nel 2010 che unanimemente, dai diversi fronti, sostengono le tesi presentate in questo bel video:
http://www.youtube.com/watch?v=citzRjwk-sQ

Ci sono imprecisioni e sommarietà nei fatti esposti, ma la causa è giusta e val la pena essere tosti e cattivi, a mio parere (chiarirò meglio andando avanti).
In ogni caso, che sia per le proteste (gli attacchi di Anonymous, manifestazioni e una petizione che secondo Avaaz ha raccolto 2,4 milioni di firme) o per altro, fatto sta che alcuni paesi, tra cui la Germania, sembrino ora tentennare e l'UE si è rivolta alla Commissione di giustizia per avere un orientamento positivo e legittimarsi.

Scendendo nello specifico...
L'accordo, che si interessa di Internet, brevetti di farmaci e semi, ha subito palesemente le pressioni da parte delle multinazionali sono evidenti.
Qui tratterò solo di Internet, lascio al prossimo un approfondimento su farmaci e semi.

                                                            INTERNET
ACTA non cambia le leggi europee riguardo le responsabilità dei provider, ma permette ingiunzioni anche sulla base di sospetti e verso terze parti in qualche modo collegate (le quali, logicamente, potrebbero esserne ignare!)----responsabilità a chi dà accesso alla rete (Telecom, Vodafone, ecc...)---e il "three strikes", la disconnessione alla terza violazione.
Potrebbe così imporsi una cultura del sospetto verso gli internauti e spingere a un monitoraggio sempre maggiore (e le informazioni andrebbero all'asta, stile Google e Facebook).

Un'eccesso di monitoraggio, "semplicemente"?
Sicuramente un abuso, ma non solo.
Forse oggi si parla solo di soldi, ma a mio avviso, in un ipotetico domani, potrebbe trattarsi anche di controllo politico (e non sarebbe così stupefacente). La storia insegna a non dare nulla per scontato, neanche la democrazia.


(M.L.)

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