Ragazzi, ma ve lo ricordate il famigerato Giulio “Divino Otelma” Tremonti? L’uomo delle previsioni economiche infallibili. Si, proprio lui. Quello che…”la crisi non c’è, ma se ci fosse l’Italia la supererebbe meglio degli altri”. Quello che in tre anni da Ministro dell’Economia ha portato il debito italiano a quota 1930 miliardi ecc ecc. Il nostro non vuole essere un attacco diretto e frontale, e tantomeno siamo alla ricerca di un colpevole cui addossare tutta la responsabilità della situazione economica odierna.
Semplicemente c’è in noi il rammarico di aver constatato, purtroppo a nostre spese, di quanto dannoso possa essere un modo di intendere la politica e di esercitarla. Siamo anche convinti che non ci voleva un SuperMario venuto dall’America per annullare i nostri annosi problemi. La situazione, a nostro avviso, poteva essere gestita diversamente e con maggior competenza; il governo tecnico non rappresenta altro che la resa di un certo tipo di politica che rinvia all’era di tangentopoli. Frasi del tipo: “L’Italia è uno Stato indebitato, ma di cittadini benestanti” (Berlusconi, 8 dicembre 2011), la dicono lunga sulla classe dirigente che ha guidato il nostro Paese in questi ultimi anni .
Pensiamo, che più che controllare ansiosi lo spread o le quotazioni dei nostri titoli di debito pubblico sui mercati, i cittadini debbano poter essere sicuri di avere dei politici che veramente operano per il bene comune.
La crisi economica europea e il suo aggravamento, in particolare con l’attacco ai titoli del debito pubblico italiano, trovano la loro origine in questa assenza.
A conferma di quanto da noi scritto vi sono le valutazioni rese note dalle "famigerate" agenzie di rating. I due fattori che più degli altri determinano l'aumento degli spread sono la scarsa crescita (che nel nostro paese si protrae da ben 15 anni), e il livello elevatissimo di incertezza e di instabilità politica.
Fare riforme strutturali, come è noto, è una delle strade da percorrere per favorire la crescita economica, sebbene richieda elevati sforzi in termini finanziari e di coesione politica.
Sul lato della stabilità, la soluzione alla battaglia elezioni anticipate che aveva tenuto banco nei giorni immediatamente successivi alla crisi di governo, conclusasi con la formazione del governo Monti, potrà essere, qualora i due più grandi schieramenti collaborino con impegno all'esperienza di governo, la giusta premessa affinché le prossime elezioni siano le prime elezioni del bipolarismo maturo italiano.
(A. T.)
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